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PRS, COFINANZIAMENTO NAZIONALE A PROVA DI BILANCIO


La Commissione europea ha deciso l'uscita dalla procedura di infrazione dell'Italia per deficit eccessivo di bilancio. Si creano così le condizioni che permetteranno, tra l'altro, di escludere dal calcolo del deficit pubblico la quota di fondi nazionali richiesta per l'esborso dei fondi strutturali europei,  tra cui il Fondo Europeo per lo Sviluppo Rurale (Feasr).
Una partita che per l'Italia vale circa 4 miliardi di euro per Il fondo dello Sviluppo Rurale e di 12 miliardi di euro per i fondi FSE e FESR. In particolare, per quanto le politiche per lo sviluppo rurale,  il budget ancora da spendere nel triennio 2013 - 2015 ammonta  a 8.523: di questi, 4.380 milioni di euro rappresentano la residua quota Comunitaria, mentre  4.143 meuro sono la parte di cofinanziamento nazionale.

Il ritorno dell'Italia tra i paesi virtuosi potrà favorire l'allentamento graduale del rigore imposto da Bruxelles dando nuovi margini di flessibilità al patto di stabilità interno e liberando ulteriori fondi che andrebbero così a stimolare gli investimenti produttivi. L'utilizzo congiunto dei fondi europei con le nuove risorse che si renderanno in questo modo disponibili, assieme all'atteso sblocco dei crediti commerciali della Pubblica Amministrazione, rappresentano un importante fattore di leva economica per invertire il ciclo economico e dare una spinta alla ripresa.
Spendere efficacemente questi importanti fondi sarà di vitale importanza per il rilancio economico del nostro paese e per dare un chiaro segnale a Bruxelles (e anche ai mercati) di impegno verso la ripresa.

Fonte: Luigi Ottaviani,
PianetaPSR numero 21 - maggio 2013



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